Biografia

.E’ figlio della professoressa di francese Annita Pandolfo e dell’avvocato scrittore Angelo Vitale (nato dal magistrato Giuseppe Vitale nonché cugino del dantista Siro Amedeo Chimenz e nipote di Michele Vitale, autore di libri di Storia Risorgimentale e della commedia I Neri).
Vive a Roma con la moglie e ha due figli.
Attività in magistratura
Marcello Vitale è Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione.
Trasferitosi agli inizi della sua carriera di magistrato a Torino, ha ivi svolto per circa un quinquennio (dagli anni “difficili” della “contestazione studentesca” agli albori del “terrorismo”) le funzioni di sostituto Procuratore della Repubblica; indi, rientrato in Calabria, vi ha nel tempo ricoperto gli incarichi di: giudice del Tribunale di Vibo Valentia, sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, componente titolare (per circa sette anni) della Corte di Assise di Catanzaro, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, Consigliere Pretore Dirigente di Lamezia Terme, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, Presidente della Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Catanzaro.
Ha infine ricoperto l’incarico di Presidente della Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Roma.
Nel corso della sua attività si è occupato, sia da inquirente che da giudicante, di numerosi procedimenti a carico di pericolose Organizzazioni Criminali di stampo mafioso (riportando quindi gravi minacce che ne hanno imposto per lungo periodo la scorta da parte dei baschi verdi della Guardia di Finanza).
Per la meritoria attività giudiziaria svolta, nel 2010 è stato insignito dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma della medaglia d’oro.
Già: Presidente della Giunta Distrettuale dell’A.N.M. calabrese
Membro della Segreteria Nazionale del gruppo della Magistratura UNICOST
Docente Università per la Pace (ONU) sede Roma – Dipartimento Scienze Politiche
Università Popolare – Docente del Dipartimento Studi Giuridici – Direttore del Dipartimento di Scienze Forensi e Direttore Scientifico del Dipartimento Antimafia-
Marcello Vitale scrittore
E’ autore di dieci raccolte di poesie nonchè dei romanzi “Revolution”, Koinè Nuove Edizioni; “Nessuno mi può giudicare”, Edizioni Ensemble febbraio 2021, postfazione di Plinio Perilli; “La Donna della Panchina”, Koinè Nuove Edizioni; “L’uomo che ballava il tango”, Corsiero editore, maggio 2019; “La bolgia dei dannati”, Cairo editore, maggio 2022; “Il procuratore normale”, Ensemble editore, febbraio 2025 (gli ultimi tre sono romanzi gialli, del genere legal thriller, e costituiscono una trilogia con protagonista il Procuratore della Repubblica Aurelio Rasselli che conduce le indagini.) –
Plinio Perilli, critico letterario, poeta e saggista ha scritto il saggio letterario “Lo sguardo dell’Uomo – Marcello Vitale, magistrato illustre e insieme poeta civile”, Rubbettino editore dicembre 2023;
Nel febbraio 2024 l’editore Ensemble ha pubblicato su Marcello Vitale e con prefazione di Plinio Perilli: “Antologia poetica (1984 – 2024)”, contenente anche poesie inedite;
Interviste
E’ stato intervistato, tra l’altro, su: La 7 (2 minuti 1 Libro di Alain Elkann 2 aprile 2009- Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia);- RAI1 (14 maggio e 3 giugno 2016 trasmissione televisiva “Sottovoce” di Gigi Marzullo – Romanzo La donna della panchina”); – Rai1 ( T.V. 17 maggio 2016, “Il Caffè” di Cinzia Tani e Guido Barlozzetti- Romanzo La donna della panchina);- Rai Isoradio (6 giugno 2016 intervista di Marco Rho- La donna della panchina); – Radio Radicale (1 luglio 2016, intervista di Massimiliano Coccia- Romanzo La donna della panchina);- Ius Law, La Radio degli Avvocati, 3 luglio 2016, intervista di Clara Mazzarella);- Rai1 (GR Parlamento, 17 settembre 2016 intervista di Chiara Paolini- La donna della panchina);- Radio Radicale (20 novembre 2016, Romanzo La donna della panchina, finalista II edizione Premio letterario Piersanti Mattarella 2016);Radio Vaticana (11.10.2019, Podcast Tredici e tredici 2° parte, romanzo “L’uomo che ballava il tango”); Rai1 (18 novembre 2019 “Incontri di autore” di Alessandra Rauti , su “L’uomo che ballava il tango” – RAI 1 (18.09.2021 trasmissione televisiva MilleeUnlibro, autori in TV, Nessuno mi può giudicare) – RAI 2 (18 giugno 2022, trasmissione televisiva Achab libri , intervista su La bolgia dei dannati di Carola Carulli); 8 luglio 2024 a Salotto Tevere Roma intervista di Carmen Di Stasio giornalista del TG1; Radio Radicale 13 Gennaio 2026, Sala Stampa della Camera dei deputati: presentazione da parte di Marcello Vitale ed altri del romanzo “Il procuratore normale”.
Bibliografia
Produzione Poetica
E’ autore di dieci raccolte di poesie: ° Orizzonti (Ediz. Casa della poesia, Milano 1985; prefazione di Vittorio Vettori), ° Lo sguardo dell’Uomo (Ediz. Del Giano, Roma 1986; prefazione di Walter Pedullà), ° Il demone sommerso (Ediz. Sciascia, Caltanissetta- Roma 1988; postfazione di Alberto Frattini), ° Dal fondo dell’Aleph (Ediz. Rubbettino, Soveria Mannelli- Messina 1993; prefazione di Emerico Giachery), ° Performance (Ediz. Campanotto, Udine 1995; prefazione di Marcello Conti), ° Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia (Ediz. Pellegrini, Cosenza 2000; prefazione di Antonio Piromalli), ° Serpe che Maria col piede schiaccia (Ediz. Campanotto, Udine 2009; prefazione di Giancarlo De Cataldo), ° Lunario di Poesia (Ediz. Del Giano, Roma 2011), * Poesie minime (Ediz. Sinestesie, settembre 2018; prefazione di Rino Caputo); Antologia poetica, inediti (v. sopra).
1
° ORIZZONTI.
Nel 2016 la silloge è stata tradotta in greco da Costantino Moussas e pubblicata dalla casa editrice Dodoni di Atene.
2
° LO SGUARDO DELL’UOMO
“Libro dell’anno 1986 per la Scuola Italiana” (Roma, Rassegna di Cultura e Vita Scolastica, nn. 1,2 del 1987, relatore Vittorio Vettori).
3
° IL DEMONE SOMMERSO
Premio popolare di poesia “Città di Tropea – Brutium Poesia Incontro 1989” (premiati ex aequo: Edoardo Albinati, Vivian Lamarque e Angelo Maugeri).
4
° DAL FONDO DELL’ALEPH
L’11 aprile 1993 il quotidiano Il Sole 24 Ore, nel prestigioso inserto letterario, pubblica sul libro la recensione “Ecco il Borges del nostro Sud”, a firma del critico Prof. Dario del Corno.
5
° PERFORMANCE
Il Prof. Giuseppe Amoroso, ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Messina, recensisce l’opera nell’antologia “RetroParole – Poesia italiana 1982-2009” (Prova d’Autore edizione, Settembre 2010).
6
° CANTI SCIOLTI E BALLATE PER I MORTI DI ‘NDRINA E DI MAFIA
L’attività di magistrato e di scrittore dell’autore si saldano in un “unicum” allorché, da Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme (città calabrese in cui operavano ben 16 cosche mafioso-‘ndranghetiste), lancia una campagna antimafia scrivendo il libro di “ballate” (fra le quali, sul ritmo degli antichi poeti de la chanson de geste, quella in morte di Giovanni Falcone, recitata, tra l’altro, dagli alunni dell’Istituto Superiore “Quasimodo” del quartiere “Fondo Fucile” di Messina e dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato di Cassano Ionio).
La “campagna antimafia” da Lamezia Terme, dove il libro il 19 maggio 2000 è presentato dal Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna, si estende in diverse altre città: il 27 settembre 2000 a Firenze (con nuova presentazione da parte del dott. Vigna; v. quotidiano La Nazione), il 24 ottobre 2000 a Napoli (presentazione di Agostino Cordova, Procuratore della Repubblica; v. terza pagina letteraria de Il Mattino nonché Il Corriere del Mezzogiorno), il 21 novembre 2000 a Reggio Calabria (presentazione di Salvatore Boemi, Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia; v. il quotidiano La Gazzetta del Sud. Il pittore Michele Praticò nell’occasione si ispira alle “ballate” per un suo quadro).
Il 12 novembre 2000 il giornale La Repubblica scrive “Versi in toga per i martiri”:
“Ballate del procuratore per i morti di mafia. Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia.
E’ il titolo che un magistrato ha inteso dare al suo ultimo libro di poesie, dedicato, appunto, a fatti ed episodi criminosi che hanno visto come vittime della criminalità magistrati, forze dell’ordine e semplici cittadini. A scrivere il libro è Marcello Vitale, ‘magistrato di frontiera’, procuratore della Repubblica di Lamezia Terme. L’opera intende, nell’attuale momento storico in cui valori e legalità sono in crisi, restituire la sua centralità all’uomo, al ‘civis’ ancora capace di ideali e di senso del dovere fino all’estremo sacrificio della vita. Vitale non celebra le azioni dei giusti, ma indica che i giusti soccombono da eroi: i tocchi leggeri, le notazioni casuali teatralizzano la rappresentazione e si susseguono quindi le altre scene di morte, la collaboratrice che si uccide per la morte di Borsellino, il mugnaio soppresso, i giornalisti eliminati (‘ma la libertà di manifestare il pensiero giammai potrà andare al cimitero’)”.
Il 2 aprile 2009 intervista l’autore sul testo il giornalista di La7, Alain ElKann, nella trasmissione televisiva “2 Minuti 1 Libro”.
7
° SERPE CHE MARIA COL PIEDE SCHIACCIA
Il quotidiano Il Messaggero pubblica il 26 novembre 2009 la magistrale recensione di Giancarlo De Cataldo.
Il 31 marzo 2010 poesia su Radio1 Rai in “Zapping”, trasmissione di Aldo Forbice.
All’interno della cappella “Corsini” della Basilica di San Giovanni in Laterano, il 14 maggio 2010, nel corso della serata concerto “Ars poetica e ars canendi”, alla lettura delle poesie dell’autore si è alternata la esecuzione di brani di musica sacra di Palestrina, Bartolucci e altri da parte del Coro diretto dal maestro Massimo Palombella, direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina.
Finalista “Premio Internazionale Mario Luzi”, Ediz. 2009-2010, Roma Teatro Valle 11 giugno 2010, Presidente della giuria Maria Luisa Spaziani.
Sala Protomoteca in Campidoglio, 30 aprile 2013, mostra della pittrice Maria Citraro “Energia del colore e sentimento. Omaggio all’ars poetica di Marcello Vitale”.
Produzione Narrativa
Esordisce nella narrativa con ° Revolution (maggio 2014, Koinè Nuove Edizioni).
Nel ’68, agli esordi della grande ondata rivoluzionaria, politica ed esistenziale, nasce nella Torino del Lingotto e della Mirafiori un’avvincente storia di amore tra una studentessa operaista del “movimento” e un magistrato venuto dal profondo Sud, militanti per formazione socio-culturale su barricate ideologiche diverse ma uniti dalla seducente passione per la poesia.
La storia si dipana sul filo del suggestivo dialogo tra i due protagonisti, animato da quella vis polemica tipica dei giovani del tempo, e affronta abilmente il vasto panorama dei problemi irrisolti, quali le profonde lacerazioni esistenti tra Nord e Meridione d’Italia, lo sfruttamento dei lavoratori ad opera dello spregiudicato industrialismo del boom economico, l’emigrazione, la condizione di subalternità delle donne, il dilagante potere criminale sull’intero territorio nazionale delle organizzazioni mafiose e ‘ndranghetiste con relative diramazioni politiche.
Nell’aprile 2016 pubblica il suo secondo romanzo, ° “La donna della panchina” (Koinè Nuove Edizioni) del genere “legal thriller”.
Per raggiungere il “climax”, si alternano fasi dal ritmo incalzante, provocanti “suspense” (spesso con accavallamento di più intrecci), e fasi in cui la tensione si allenta e prevale la narrazione di tipo psicologico ed emotivo.
Aurelio Rasselli, procuratore della Repubblica, uscendo di casa s’imbatte in una sconosciuta seduta su una panchina del dirimpettaio giardinetto pubblico; si accomoda su quella accanto e scambia qualche parola con la sua vicina. Lei, Tetella Blasoni, è una donna in fuga, si nasconde temendo di essere uccisa dal suo ex amante che più volte l’ha minacciata di morte.
I due si lasciano promettendosi di rivedersi ogni tanto ancora in quel luogo. Il che poi in effetti avviene.
Gli incontri, brevi e incentrati sul dialogo serrato, sono avvolti da un’atmosfera di mistero attraversata da un’aura di struggente malinconia.
La donna della panchina all’improvviso scompare, non si presenta più all’appuntamento.
Il ritmo del thriller si intensifica, s’addensa l’intreccio della trama allorché nella campagna del paesino di Giurrano viene ammazzata una donna. Si occupa personalmente del caso il procuratore Rasselli che avvia subito le indagini dirette alla scoperta dell’omicida.
Nel libro rievocante il processo penale e i suoi risvolti, giudici e avvocati, imputati e testi vivono come proiettati sul gigantesco proscenio di un tragicomico teatro.
Nel maggio 2019, per Corsiero Editore, pubblica un altro giallo, sottogenere legal thriller, “L’uomo che ballava il tango”.
Un giro vorticoso tra amori clandestini, gelosie che serpeggiano nei corridoi degli Uffici Giudiziari, donne votate ad amori impossibili…, il cancelliere Eugenio Trifogli che ama ballare il tango…
Nel febbraio 2021 per Ensemble Editore pubblica il romanzo:
“NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE”, L’AMORE FRA UNA “SESSANTOTTINA” E UN MAGISTRATO
Una grande storia d’amore ambientata a Torino con sfondo la irrisolta “Questione meridionale” e il movimento internazionale della contestazione sessantottina. A raccontarla, in un avvincente romanzo, è Marcello Vitale, Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione e già Presidente della Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Roma. “Nessuno mi può giudicare. Non solo ’68: Storia d’amore a Torino tra una studentessa contestatrice e un magistrato del Sud”: è questo il titolo del romanzo di Marcello Vitale, edito da Ensemble.
Nell’Aprile 2022 è pubblicato da Cairo Editore il romanzo:
La bolgia dei dannati.
E’ un legal thriller, con fasi d’indagini (per vari omicidi) dal ritmo incalzante, creanti suspense, alle quali se ne alternano altre in cui la tensione si allenta e la narrazione diventa di tipo psicologico.
Il procuratore della Repubblica Aurelio Rasselli, lasciando il Nord (dove ha lavorato per anni) per mettersi in gioco nella sua natale città calabrese, Larodi, indaga sull’uccisione di un camionista; un caso che ben presto si rivelerà essere molto più complesso del previsto, tanto da coinvolgere il mondo dei clan mafiosi e quello del web.
Vita online e vita offline si mescolano e solo tra mille difficoltà, amplificate dalla pandemia, il procuratore, personaggio sobrio che non ha ansie di protagonismo avendo peraltro alle spalle un matrimonio fallito e mira solo a svolgere bene il proprio lavoro, riuscirà a dare un nome ai colpevoli.
Il romanzo è stato tra l’altro presentato il 30 maggio 2023, nell’hotel Collection di Roma, dal giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labate e dal Presidente Gianfranco Fini.
Il procuratore normale.
Romanzo giallo, del sottogenere legal thriller, ultimo di una trilogia di “gialli”, presentato tra l’altro, nel 2025, il 28 marzo, nella libreria Mondadori della galleria romana Alberto Sordi, dal giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labate, e ancora il successivo 22 giugno, nel corso del festival antimafia “Trame” di Lamezia Terme; e inoltre, nel 2026, il 13 gennaio, a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei deputati.
Bibliografia 2
° Vincenzo Fallica, “Ricerca d’infinito, Dal fondo dell’Aleph, Marcello Vitale”, La Sicilia, sabato 27 marzo 1983
° Vittorio Vettori, 11 febbraio 1985 postfazione alla silloge “Orizzonti”
° Mario Rappazzo, “Marcello Vitale, Orizzonti”, Riv. Di Cultura Prometeo, Anno V, n.19, Luglio – Agosto -Settembre 1985
° Vincenzo D’Agostino, “Marcello Vitale, un magistrato poeta”, La Provincia di Catanzaro, Anno IV, n. 5-6 del 1985
° Salvatore Arcidiacono, “Orizzonti”, Gazzetta del Sud, Anno XXXIV, sabato 14 Settembre 1985
° Tea Ughetti, “Marcello Vitale, Orizzonti”, Mensile di Cultura e Spettacolo Controcampo, Torino – n. 1 Gennaio1986
° Giuseppe Amoroso, “Versi in toga di magistrati” “Marcello Vitale”, Gazzetta del Sud, Terza Pagina, Mercoledì 19 Marzo 1986
° Walter Pedullà, giugno 2016 prefazione a “Lo sguardo dell’uomo”
° Rina Li Vigni Galli, “Marcello Vitale, La metafora del dentro fuori”, Gazzetta del Sud, Anno XXXV, Martedì 28 Ottobre 1986
° Febo Delfi, “Lo sguardo dell’uomo”, IPOROTIKI ESTIA, Rivista mensile 1986, pag. 634
° Antonio Piromalli, “Marcello Vitale Lo sguardo dell’uomo”, Rassegna di poesia Rinascita Sud n.1, Gennaio 1987
° Vincenzo Rossi, “Il vigore metafisico di Vitale nella silloge Lo sguardo dell’uomo”, Il Piccolissimo, 23 Aprile 1987, Anno 3 n.15, pag. 3
° Maria Pia Natale, “Lo Sguardo dell’uomo, Marcello Vitale”, Riv. di Cultura Prometeo , Anno VII, , n. 26, Aprile – Maggio- Giugno 1987, pag. 195
° Giuseppe Amoroso, “Lo Sguardo, Troia e ogni ora”, Gazzetta del Sud, Anno XXXVI, Venerdì 4 Dicembre 1987
° Alberto Frattini, “Marcello Vitale, La poesia come testimonianza”, Città, Febbraio/Marzo 1988, pag. 55
° Mario Rappazzo, “Marcello Vitale, Il Demone Sommerso”, Riv. di Cultura Prometeo Anno IX, n. 34, Aprile Maggio/Giugno 1989, pagg. 156 e 157
° Sciascia, Galleria, rassegna bimestrale di cultura, anno 1989, “Il demone sommerso”
° Pierfranco Bruni, “Nell’itinerario di Marcello Vitale”, Voce del Sud, Sabato 3 Marzo 1990
° Carmine Chiodo, “Fronde assolute d’ulivo, La poesia di Marcello Vitale”, Hellas riv. di letteratura e di mito, 14 Aprile 1991, pagg. 29 e 30
*Emerico Giachery, gennaio 1993 prefazione a “Dal fondo dell’Aleph”
° Dario Del Corno, “Ecco il Borges del nostro Sud” “Marcello Vitale, Dal fondo dell’Aleph”, Il Sole 24 ore, Domenica 11 Aprile 1993, pag. 24
° Mauro Giancaspro, “Le liriche di Marcello Vitale, poeta mediterraneo”, L’inserto di Calabria, 24-30 Giugno 1993
° Rina Li Vigni Galli, “La raccolta poetica Dal fondo dell’Aleph di Vitale Coscienza dell’uomo del Sud, Gazzetta del Sud, Anno XLII, mercoledì 9 Giugno 1993
° Giuseppe Amoroso, “Versi di Marcello Vitale, La melodia del silenzio – Dal fondo dell’Aleph”, Gazzetta del Sud, Anno XLII, Martedì 13 Luglio 1993
° Alberto Frattini, “Marcello Vitale, Dal fondo dell’Aleph”, Libri e Riviste d’Italia, Anno XLV Roma, Settembre – Dicembre 1993, pagg. 355 e 356
° Emerico Giachery, “Dal fondo dell’Aleph”, Il Corriere calabrese, anno 1993/1
° Lorenza Curatola, “Il poeta Marcello Vitale nel recente volume Dal fondo dell’Aleph”, La Procellaria, anno 1993 n.2
° Vincenzo Rossi, “L’Aleph poetico – filosofico di Marcello Vitale”, Rassegna bimestrale di cultura “Silarus”, 171, Anno XXXII – Gennaio- Febbraio 1994, pagg. 114 e 115
*Carlo Marcello Conti, gennaio 1995 prefazione a “Performance”
° Teresa Benincasa, “La mafia nella poesia di Vitale”, il Quotidiano, Martedì 23 Maggio 2000
° Gabriele B. Fallica, “Il Sud, un mondo offeso, Marcello Vitale Canti sciolti e ballate”, La Sicilia, Terza pagina, Giovedì 22 Giugno 2000
° Vincenzo Canonico, “Le ballate contro l’anti Stato nel libro di Marcello Vitale”, Il Quotidiano, Giovedì 8 Giugno 2000
° Franco Piccinelli, “Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia”, Gazzetta del Sud, anno 49, 6 Luglio 2000
° Antonio Piromalli, “Passione, sensibilità, coscienza e denuncia civile. L’amara Cantata del procuratore”, Calabria, 55, Agosto 2000
° Maria Teresa Lemme, “Il libro di Marcello Vitale sui canti della ‘Ndrangheta Mafia, le parole amare per dirlo”, Il Mattino, cultura, Giovedì 26 Ottobre 2000
° Giuseppe Amoroso, “Canti sciolti di Marcello Vitale, ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia”, Gazzetta del Sud, Anno 49, 15 Novembre 2000
° Luisa Bellissimo, “Liriche e ballate per i morti di mafia”, Il Domani, Mercoledì 22 Novembre 2000
° Giuseppe Baldassarro, “Liriche per la memoria”, Il Quotidiano, Libri e Riviste, Giovedì 23 Novembre 2000
° Pino Toscano, “Canti per i morti di ‘ndrina”, Gazzetta del Sud, Anno 49, Giovedì 30 Novembre 2000
° Raffaele Sirri, “Canti e ballate per i morti di ‘ndrina”, La Procellaria Rassegna di varia cultura, ottobre – dicembre, anno L, n. 4- 2002, pagg. 170 e 172
° Giancarlo De Cataldo, “Vitale, poeta gnostico e fabbro della parola, Serpe che Maria col piede schiaccia”, Il Messaggero, Giovedì 26 Novembre 2009
° Carmine Chiodo, “Marcello Vitale, Serpe che Maria col piede schiaccia”, mensile Pomezia – Notizie, Anno 19 (Nuova serie) – n.4, Aprile 2011
° Antonio Coppola, “Un punto fermo nella poesia, Marcello Vitale, Serpe che Maria…”, Il Corriere di Roma, Mercoledì 31 Maggio 2011
° Antonio Coppola, “Marcello Vitale, Serpe che Maria col piede schiaccia”, I fiori del male, quaderno quadrimestrale di poesia, cultura e arte, Anno VI n.49 maggio – agosto 2011, pag. 101
° I fiori del male, Quaderno quadrimestrale di poesia, Anno VII n. 53, settembre – dicembre 2012, “In onore di una giovinetta prematuramente scomparsa”, Testo di Marcello Vitale, pagg. 60, 61 e 62
° I fiori del male, Quaderno quadrimestrale di poesia, Anno VIII n. 56, settembre – dicembre 2013, “Poesie… Marcello Vitale”, pagg. 66-69
° Marco Nairoti, “Revolution di Marcello Vitale”, La Stampa, Tutto Libri, 26 Luglio 2014
° AGI, “Revolution, storia di un magistrato nella Torino del ’68”, Roma Mercoledì 15 ottobre 2014/ www.agi.it/Roma /notizie/ libri_revolution
° Antonio Coppola, “Marcello Vitale, Revolution”, I fiori del male Quaderno quadrimestrale di Poesia, anno IX, n.59, Settembre – Dicembre 2014, pag. 98
° Amedeo La Mattina, “Marcello Vitale, Revolution, un romanzo simbolo di giovinezza”, I fiori del male, quaderno quadrimestrale di poesia, anno X n.60, gennaio – aprile 2015, pagg. 23 – 26
° Kostantino Moussas, anno 2016 prefazione a “Orizzonte” (versione greca)
° Nico Perrone, “La donna della panchina”, Dire, Dire cultura Agenzia di Stampa Nazionale, 21 Giugno 2016
° Archivio AGI.it, fatti: “La donna della panchina, entra la Corte, in scena colpevoli e innocenti”, 25 Giugno 2016
° Patrizio J Macci, “La donna della panchina, riti e storture con ironia, romanzate da Marcello Vitale”, affari italiani.it, Lunedì 8 Agosto 2016
° Antonio Bagnato, “La donna della panchina”, I fiori del male Quaderno quadrimestrale di poesia, , Anno XI n. 65, settembre – dicembre 2016, pagg. 34-36°Plinio Perilli, 2 Dicembre 2020 postfazione a “Nessuno mi può giudicare”
° Santo Strati, “Nessuno mi può giudicare”, 13 maggio 2021 Calabria Live
°Regina Resta, “Nessuno mi può giudicare”, 19 luglio 2021 Verbum Press
° Pierfranco Bruni, “Il ’68 può essere giudicato?”, laVoce di Maruggio, 6 settembre 2021
°Mangialibri, 8 Novembre 2021 “Nessuno mi può giudicare”
°Emerico Giachery: Marcello Vitale “poeta della Vita”, Rivista semestrale di cultura Rubbettino Campi immaginabili 66/67, Fascicoli I-II/ Anno 2022, pagg. 245-252
° Sul romanzo “La bolgia dei dannati” recensioni: Il Corriere della Sera 11 giugno 2022 (Carlo Baroni); Il Foglio del 7 luglio 2022 (Ermes Antonucci); Libero 27 luglio 2022 (Vittorio Feltri); 5 agosto 2022 recensione di Giulia De Sensi sulla rivista Glicine del romanzo “La bolgia dei dannati”; “Leggo” 24 giugno 2022 recensione di Emilio Orlando de “La bolgia dei dannati”; Il Mattino 21 agosto 2022 (U.C); Il Messaggero Libri, 1 Dicembre 2022 (Cristiana Mangani); Libero. It e Corriere della Sera del 29 maggio 2023 (Tommaso Labate) sulla presentazione del 24 maggio 2023 a Roma del romanzo da parte di Gianfranco Fini e Tommaso Labate;
8 luglio 2024 intervista a Salotto Tevere Roma di Carmen Di Stasio; !8 Maggio 2026 L’opinione delle Libertà (Manlio Lo Presti).
Premi
Gli sono stati attribuiti diversi premi e riconoscimenti, tra cui: “Calabria – Villa S.Giovanni 1986” (Pres. giuria Giuseppe Morabito); – “Premio Internazionale di Poesia della Camerata dei Poeti” (Palazzo Vecchio, Firenze Capitale della Cultura Europea, 1986 – Presidente della giuria: Otello Pagliai); Premio Amministrazione Provincia di Catanzaro (scultura con dedica); – “Libro dell’anno 1986 per la Scuola Italiana” (Roma, Rassegna di Cultura e Vita Scolastica, nn. 1,2 del 1987, rel. Vittorio Vettori); – Selezione premio letterario Camaiore (Lido di Camaiore, 1989); – “Premio Brutium Poesia Incontro” (Tropea 1989, Presidente della giuria Walter Pedullà; componente della stessa Dario Bellezza); – Selezione premio nazionale di poesia “Lorenzo Montano” (Verona, 1998 XII edizione); – Premio Speciale Petreius (S. Pietro a Maida, 2000); – finalista “Premio Internazionale Mario Luzi”, Ediz. “2009-2010” (Roma, Teatro Valle, 11 Giugno 2010, Presidente della giuria Maria Luisa Spaziani); – Premio “Foyer Des Artistes” (riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; conferitogli nel 2011 in Roma e, nel corso della relativa manifestazione successiva in Sant’Alessio di Aspromonte, con consegna dell’attestato da parte del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Cesare
Ruperto); – finalista “Premio Piersanti Mattarella 2016” (Roma 21 Novembre 2016); – Premio Assud, Stelle del Sud, III Edizione (Roma 14 dicembre 2016; premiate ex aequo la conduttrice TV Simona Dalla Chiesa e la giornalista del TG1 Cecilia Primerano);- Roma 8 ottobre 2020, “Premio Alla Carriera”, ” Premio Internazionale Città Del Galateo 2020”;- Roma 14 ottobre 2021 sede della Società Dante Alighieri, Premio Letterario “Città Del Galateo 2021, Premio Speciale D’Eccellenza Della Critica Per La Narrativa” per l’opera “Nessuno mi può giudicare” ; Premio Vis Iuridica 2022, Roma- Pontremoli 17 Luglio 2022, per Nessuno mi può giudicare (Antonella Sotira presidente del Premio IusArteLibri Il Ponte della Legalità);
Recensioni e altro
Introdotto in varie Storie e Antologie della Letteratura Italiana, ha riportato l’apprezzamento di prestigiosi critici letterari e uomini di cultura (tra i quali: Alberto Frattini, Giorgio Barberi Squarotti, Vittorio Vettori, Franco Piccinelli, Nico Perrone, Giuseppe Amoroso, Pierfranco Bruni, Antonio Piromalli, Dario Del Corno, Antonio Coppola, Marco Rizzo, Giuseppe Pontiggia, Maria Luisa Spaziani, Emerico Giachery, Febo Delfi , Francesco Bruno, Daniele Macris, Carmine Chiodo, Marco Neirotti, Gianni Vattimo, Francesco Caringella, Amedeo La Mattina, Rino Caputo, Augusto Minzolini, Marina Formica, Walter Pedullà, Raffaele Sirri, Francesco Mercadante, Giancarlo De Cataldo, Plinio Perilli, Tommaso Labate, Stefano Grimaldi, Tiziana Bagnato, Rino Muoio, Carmen Di Stasio, Manlio Lo Presti).
E’ stato recensito su numerosi quotidiani e riviste letterarie (tra cui: La Stampa, il Corriere del Mezzogiorno, Il sole 24 Ore, Galleria, La Nazione, La Sicilia, La rivisteria libri, Il Tirreno, Quaderni Delfici, Il Populista, Hellas, Il Mattino, Il Ragguaglio librario, La Gazzetta di Firenze, Il Corriere della Sera, La Gazzetta del Sud, Il Messaggero, La Repubblica, Libero, Leggo etc.).
E’ stato ancora recensito da diverse agenzie di stampa, tra cui: AGI, Adnkronos, Intelligo News, Askanews, Affari Italiani.
Già edito su varie riviste letterarie elleniche, nel 2016 la silloge “Orizzonti” di Vitale è stata tradotta in greco da Costantino Moussas e pubblicata per la casa editrice Dodoni di Atene.
Hanno recitato le sue poesie, tra gli altri, Arnoldo Foà, Stefano De Sando, Dario Costa, Massimiliano Bruno, Michele Placido.
E’ stato socio fondatore onorario del “Centro Internazionale Eugenio Montale” di Roma, diretto da Maria Luisa Spaziani, e ancora socio dell’International P.E.N. Club di Milano, presieduto da Uberto Quintavalle. Attualmente lo è della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) .
L’11 febbraio 2010 il suo libro (poesia- teatro), “Serpe che Maria col piede schiaccia”, è stato presentato nella sala della Protomoteca del Campidoglio; inoltre una vasta selezione dei suoi brani poetici è stata esposta in Roma, il 20 marzo 2010, nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli e, il 21 dicembre successivo, nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù in Castro Pretorio.
Il 14 maggio 2010 nell’insigne Cappella di Sant’Andrea Corsini, Papale Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, si è svolta la manifestazione “Ars poetica et ars canendi – Letture in musica”, nel corso della quale ai brani musicali di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Tommaso Ludovico Da Vittoria e Domenico Bartolucci – introdotti dal Coro diretto da Massimo Palombella, direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina – si è alternata la lettura di poesie tratte dalle opere di Marcello Vitale.
Mostre
Hanno realizzato quadri, ispirati dalla sua poesia, i pittori Michele Praticò (“Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia”) e Maria Citraro (“Serpe che Maria col piede schiaccia” – v. mostra organizzata il 30 aprile 2013, nella sala Protomoteca del Campidoglio, dal titolo: “Energia del colore e sentimento – Omaggio all’ars poetica di Marcello Vitale”. Per l’occasione sono stati composti brani musicali dal maestro Francesco Corapi
N.B. Presso la facoltà di lettere della Università di Roma Tor Vergata, anno accademico 2009-2010, la dott.ssa Sara Ronci ha conseguito la laurea in Lettere con la tesi: “Marcello Vitale- Poeta e Uomo contro la Mafia per la Giustizia”.

Recensione di Raimonda Zeta Bongiovanni

Ci sono letture che si fanno e letture che ci fanno. Ho aperto una biobibliografia — il più arido dei generi, un inventario di date, di titoli, di prefazioni, di premi, la contabilità di una vita — e mi sono accorta, alla seconda pagina, che stavo leggendo un romanzo. Non il romanzo che l’autore ha scritto: il romanzo che l’autore è.

Plutarco, aprendo la vita di Alessandro, si scusava con il lettore: non scrivo Storie, diceva, scrivo Vite; e un gesto minimo, una parola, uno scherzo rivelano il carattere di un uomo più di battaglie con diecimila morti. È la regola d’oro di ogni biografia vera, e vale anche quando la vita si presenta in forma di elenco. Perché l’elenco, se lo si legge con pietà, comincia a respirare. Vasari, nelle sue Vite, ci ha insegnato che una data di bottega può contenere una vocazione; Boswell, seguendo Johnson per le strade di Londra, che la grandezza si misura nelle conversazioni più che nei monumenti; Sainte-Beuve, che un’opera non si capisce senza l’uomo, e Proust — con la sua obiezione famosa — che l’uomo non si capisce senza l’opera. La verità, come sempre, sta nel mezzo: sta nel punto in cui la vita e la pagina si toccano e non si distinguono più.

Genealogia

La biobibliografia comincia, come le grandi vite antiche, dalla stirpe. Una madre professoressa di francese, un padre scrittore, e alle spalle una famiglia di uomini di legge e di lettere: un dantista, un autore di storia risorgimentale e di commedie. Svetonio avrebbe chiamato tutto questo origo; Goethe, in Poesia e verità, lo avrebbe chiamato destino, e avrebbe ricordato che dal padre si eredita la statura e il modo serio di condurre la vita, dalla madre la natura lieta e il piacere di raccontare. Chi nasce tra i libri non sceglie di scrivere: ricorda di doverlo fare.

E infatti la scrittura comincia presto e non si ferma più. Dieci raccolte di poesia, distese lungo quarant’anni come le pietre di un selciato: Orizzonti, Lo sguardo dell’Uomo, Il demone sommerso, Dal fondo dell’Aleph, Performance, Canti sciolti e ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia, Serpe che Maria col piede schiaccia, Lunario di Poesia, Poesie minime, fino all’antologia che raccoglie quarant’anni e vi aggiunge l’inedito. Poi i romanzi: Revolution, La donna della panchina, L’uomo che ballava il tango, Nessuno mi può giudicare, La bolgia dei dannati, Il procuratore normale. Orazio scrisse di aver innalzato un monumento più duraturo del bronzo. Qui il bronzo non si vede: si vedono le copertine, le prefazioni di Vettori e di Pedullà, di Giachery e di Frattini, di De Cataldo e di Perilli, e una silloge tradotta in greco e stampata ad Atene, come se il Mediterraneo avesse voluto riprendersi ciò che gli apparteneva.

L’Aleph e il Sud

Su un quotidiano economico, nel 1993, un grecista scrisse di aver trovato il Borges del nostro Sud. È la frase che mi ha fermata più a lungo. Perché l’Aleph, nel racconto di Borges, è quel punto minuscolo della cantina in cui si vedono tutti i punti dell’universo simultaneamente, senza sovrapposizione e senza trasparenza — e chi lo ha guardato non riesce più a dirlo, gli manca la lingua. Scrivere dal fondo dell’Aleph significa accettare quella sproporzione: sapere tutto in un istante e poter dire solo qualche parola.

C’è un momento, in questa bibliografia, in cui la poesia smette di essere ornamento e diventa atto. Sono le ballate per i morti di ‘ndrina e di mafia: un libro che sceglie il metro antico dei cantari, la chanson de geste, il ritmo con cui l’Europa medievale piangeva i suoi paladini, e lo applica ai nostri caduti. Un quotidiano nazionale osservò allora che in quelle pagine la giustizia non trionfa: chi ha ragione cade, e cade da eroe. È esattamente la definizione della tragedia greca, ed è esattamente la definizione della nostra storia recente. Quelle ballate sono state recitate dai ragazzi di un istituto di periferia e da attori come Foà e Placido; un pittore ne ha ricavato un quadro. Dante lo aveva detto, e non c’è modo migliore di dirlo: fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza.

Il serpente e la Croce

E qui accade la coincidenza che mi ha tolto il fiato, perché oggi è il quattordici settembre.

Fra quei titoli ce n’è uno che viene dritto dalla Genesi: Serpe che Maria col piede schiaccia. È la promessa fatta all’alba del mondo — ipsa conteret caput tuum — la stessa che attraversa tutta la Scrittura fino al deserto di Nùmeri, dove Mosè innalza il serpente di bronzo perché chi lo guarda non muoia. E il Vangelo di Giovanni raccoglie quel gesto e lo compie: come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo. Un poeta scrive un titolo nel 2009 e quel titolo, letto oggi, nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, diventa liturgia.

Vexilla Regis prodeunt: avanzano i vessilli del Re. Venanzio Fortunato lo cantò nel 569, mentre una reliquia della Croce entrava a Poitiers, e da allora la Chiesa non ha smesso di ripetere il verso che chiude quell’inno: O Crux, ave, spes unica. Croce adorabile, nostra speranza, unica speranza. Non una fra le altre: l’unica. San Paolo, che di orgoglio se ne intendeva, lo aveva già liquidato tutto in una riga ai Gàlati: quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.

Granello di sale

E allora devo confessare la cosa che mi ha accompagnata per tutta la stesura di questo articolo, e che sarebbe disonesto tacere: davanti a una vita così, mi sento un granello di sale.

Non lo dico per civetteria. Lo dico nel senso in cui Abramo diceva al Signore di essere polvere e cenere, e Mosè, davanti al roveto, chiedeva soltanto: chi sono io? Quarant’anni di versi, biblioteche di recensioni, basiliche in cui le parole di un uomo sono state lette fra Palestrina e Bartolucci, e io qui, con la mia stanchezza ordinaria, a mettere in fila qualche riga.

Ma il Vangelo di oggi mi corregge, come fa sempre. Voi siete il sale della terra: non il monumento, non il bronzo, non l’antologia — il sale. Che è minuscolo, che sparisce dentro ciò che insaporisce, che non viene mai servito da solo e non riceve applausi. E il Regno, dice ancora il Signore, somiglia a un granello di senape, il più piccolo di tutti i semi. La misura di Dio non è la grandezza: è la fedeltà del piccolo.

Ecco perché chiudo questo articolo senza invidia e con una gratitudine sorprendente. Ho letto una biobibliografia e vi ho trovato quello che Petrarca cercava scrivendo ai posteri: non la cronaca di un uomo, ma la sua tensione. E l’ho letta oggi, nel giorno in cui la Chiesa alza il legno della Croce sopra tutte le nostre stanchezze e le chiama, una per una, per nome.

Sotto quel vessillo, le vite grandi e i granelli di sale stanno insieme. È l’unico luogo del mondo dove questo accade.

O Crux, ave, spes unica.